Dolori da movimento: ecco come trattare le limitazioni motorie causate dal dolore
I dolori da movimento sono molto diffusi e possono manifestarsi durante attività molto diverse tra loro: ad esempio quando ci si alza, si salgono le scale, ci si gira, si solleva qualcosa o durante l’attività sportiva. Di conseguenza, le persone colpite eseguono determinati movimenti con maggiore cautela o li evitano del tutto. Questo limita sensibilmente la loro vita quotidiana.
Le cause dei dolori da movimento sono estremamente varie. Nella maggior parte dei casi hanno origine in una o più strutture dell’apparato locomotore (ad es. muscoli, articolazioni, tendini, legamenti e/o nervi). Il trattamento dei dolori da movimento dipende dalla causa e può quindi variare notevolmente.
Oltre alla farmacoterapia, alla fisioterapia e all’ergoterapia, all’adattamento dei movimenti in base alla patologia o all’uso mirato di ausili ortopedici, anche l’EMS può svolgere un importante ruolo complementare. L’EMS aiuta ad attivare in modo mirato la muscolatura e a favorire movimenti controllati.
SYMBIONT si basa su una tecnologia EMS scientificamente provata. Consente l’attivazione dei muscoli anche laddove i metodi di allenamento tradizionali raggiungono i propri limiti a causa di dolore, mobilità ridotta o scarsa resistenza. In questo modo è possibile adattare l’allenamento alle tue capacità individuali, con un accompagnamento professionale sia presso il centro sanitario e terapeutico che a casa. L’EMS integra l’attività fisica, la terapia e la riabilitazione e può essere utilizzato a scopo preventivo e come supporto a lungo termine per la salute.
Cosa sono esattamente i dolori da movimento?
Per dolori da movimento si intendono i dolori che si manifestano durante il movimento o i disturbi che insorgono durante o immediatamente dopo un movimento. Possono presentarsi come dolori lancinanti, pressanti o brucianti e interessare sia singole parti del corpo che intere sequenze di movimenti.
Situazioni tipiche sono, ad esempio:
- dolore al ginocchio quando si salgono le scale
- fastidio alla schiena quando ci si alza o si solleva qualcosa
- dolore alla spalla quando si solleva il braccio
- dolore all’anca mentre si cammina
- fastidio al collo quando si gira la testa
- dolori muscolari durante l’attività sportiva
È importante comprendere che i dolori legati al movimento sono innanzitutto un sintomo e non una diagnosi a sé stante. Le patologie e i disturbi dell’apparato locomotore interessano, tra l’altro, muscoli, ossa, articolazioni e tessuto connettivo adiacente. Spesso sono accompagnati da dolore e da una ridotta mobilità.
Come si sviluppano le limitazioni di movimento dovute al dolore?
Una limitazione del movimento può insorgere quando il dolore induce a eseguire determinati movimenti solo con cautela o a non eseguirli più affatto. Il dolore ha fondamentalmente una funzione protettiva, in quanto segnala che alcune strutture sono sovraccariche, irritate o lesionate. In tal caso, il corpo reagisce spesso in modo automatico: il movimento in questione viene interrotto, eseguito con maggiore cautela o evitato del tutto.
Tra le possibili cause del dolore da movimento figurano:
- Sovraccarichi acuti o lesioni: possono verificarsi, ad esempio, a causa di stiramenti, distorsioni o sollecitazioni insolite.
- Tensioni muscolari: si manifestano, ad esempio, a seguito di movimenti ripetitivi da un solo lato, lunghi periodi trascorsi seduti o stress.
- Debolezza muscolare: se la muscolatura non è sufficientemente forte, non è in grado di stabilizzare adeguatamente le articolazioni e i movimenti.
- Squilibri muscolari: se c’è uno squilibrio tra i diversi gruppi muscolari, i movimenti possono cambiare e il carico può distribuirsi in modo non ottimale.
- Disturbi alle articolazioni o ai tendini: l’usura, le irritazioni o i processi infiammatori possono rendere dolorosi determinati movimenti.
- Irritazioni dei nervi: oltre al dolore, possono causare formicolio, intorpidimento o debolezza muscolare.
- Inattività prolungata: in seguito a una malattia, a un infortunio o a un intervento chirurgico, la forza muscolare e il controllo dei movimenti possono diminuire.
Per determinare quale sia la causa effettiva dei disturbi e della mobilità limitata, non è sufficiente localizzare il punto dolente. È importante chiarire se dietro a ciò si nasconda una patologia. Prima di iniziare un allenamento o di ricorrere all’EMS, è necessario chiarire quali movimenti siano attualmente possibili e quali sollecitazioni siano appropriate.
Perché il riposo può limitare ulteriormente la mobilità?
In caso di lesioni acute, può essere necessario alleggerire temporaneamente il carico sulla zona interessata. A tal fine, spesso assumiamo una postura antalgica, sfavorevole per la statica del corpo. Se eviti i movimenti per un periodo prolungato per paura del dolore, può svilupparsi un circolo vizioso:
- Un movimento provoca dolore.
- Si evita il movimento.
- I muscoli vengono sollecitati meno.
- La forza e la stabilità diminuiscono.
- Le attività quotidiane diventano più faticose.
- Cresce la preoccupazione che il dolore si ripresenti.
Questo comportamento è definito «Fear Avoidance»: per paura di intensificare il dolore o di danneggiare il corpo, le persone colpite limitano sempre più il movimento e l’attività fisica. Questo comportamento evitante può manifestarsi soprattutto in caso di disturbi di lunga durata.
Questo però non significa che tu debba ignorare il dolore. È invece importante distinguere tra il necessario riposo e l’evitamento del movimento, che a lungo termine risulta controproducente.
Come si possono trattare i dolori da movimento?
Il trattamento dipende sempre dalla causa, dalla durata e dall’intensità dei disturbi. Non esiste quindi un unico programma standard valido per tutti i dolori legati al movimento. Il trattamento comprende invece spesso diversi elementi:
Valutazione medica e terapeutica
Come primo passo, occorre verificare se sia presente una lesione, una patologia o un’altra causa che richieda un trattamento. A seconda del quadro clinico, medici, fisioterapisti o altri professionisti sanitari possono valutare la mobilità, la forza muscolare e la resistenza.
Migliorare la mobilità attraverso un’attività fisica adeguata
L’esercizio controllato può aiutare a migliorare la mobilità, a eseguire nuovamente i movimenti in modo più sicuro e a ritrovare fiducia nel proprio corpo. L’intensità e la durata dovrebbero essere adeguate al tuo quadro clinico individuale.
Rafforzamento e stabilizzazione
Una muscolatura resistente sostiene le articolazioni e aiuta a eseguire i movimenti in modo controllato. Per questo motivo, esercizi mirati di potenziamento e stabilizzazione possono costituire una parte importante del trattamento. Non si tratta necessariamente di sollevare pesi elevati, ma innanzitutto di un’attivazione controllata e dosata.
Recupero e gestione del carico
Lo sforzo e le fasi di recupero devono sempre essere in equilibrio. Se aumenti troppo rapidamente l’intensità degli esercizi o ignori costantemente i segnali di dolore, i disturbi potrebbero aggravarsi. Al contrario, uno sforzo troppo prudente può ritardare lo sviluppo della forza e della sicurezza.
Fisioterapia e riabilitazione
La fisioterapia aiuta a migliorare la mobilità, ad analizzare con maggiore precisione i movimenti, a individuare esercizi adeguati e a sottoporre il corpo a uno sforzo progressivamente maggiore. A livello preventivo, consente di individuare precocemente eventuali debolezze muscolari o sollecitazioni asimmetriche e di affrontarle in modo mirato. Dopo infortuni o interventi chirurgici, la terapia viene coordinata con il trattamento medico.
In caso di dolori o limitazioni di movimento già presenti, l’EMS può essere utilizzato in modo complementare, previa valutazione medica, per stimolare le aree muscolari indebolite e ricostruire gradualmente forza e stabilità. SYMBIONT EMS può essere utilizzato anche a scopo preventivo: così puoi prevenire l’insorgere di limitazioni di movimento dovute al dolore. La flessibilità e la mobilità sono alla base di una vita autonoma fino a tarda età.
Quale ruolo può svolgere l’EMS in caso di dolori legati al movimento?
Poiché l’EMS attiva contemporaneamente diversi gruppi muscolari o singole aree in modo mirato, il suo utilizzo può essere utile in caso di dolori legati al movimento. Ciò vale soprattutto quando i dolori sono interamente o parzialmente riconducibili a una muscolatura indebolita, poco attiva o scarsamente coordinata.
È importante sottolineare che l’EMS non va inteso come una terapia o un trattamento diretto del dolore. Piuttosto, grazie all’EMS è possibile attivare in modo mirato la muscolatura quando questa ha perso forza e stabilità a causa dei disturbi. In questo modo è possibile creare, nel lungo periodo, le basi affinché i disturbi migliorino col passare del tempo. Inoltre, è stato dimostrato in generale che un’attività sportiva regolare porta a processi di rimodellamento nel tessuto muscolare che favoriscono la capacità innata dell’organismo di inibire il dolore.
L’EMS, in particolare, può aiutare a
- agire in modo mirato su determinati gruppi muscolari,
- attivare la muscolatura stabilizzatrice,
- eseguire esercizi senza dover ricorrere a pesi aggiuntivi elevati,
- adattare l’intensità in base alle esigenze individuali,
- sviluppare gradualmente la forza e il controllo del movimento,
- coinvolgere contemporaneamente più gruppi muscolari nelle sequenze di movimento.
Il SYMBIONT Smart Training System collega la tuta personale SYMBIONT Tec Suit al dispositivo SYMBIONT Smart Training Device e alle relative applicazioni. L’utilizzo senza cavi garantisce libertà di movimento e consente di eseguire diversi esercizi sia nei centri sanitari e terapeutici che nella vita quotidiana.
Come può svolgersi una seduta EMS in caso di mobilità limitata?
Nei centri sanitari e terapeutici si valuta innanzitutto insieme quali movimenti provocano dolore, quale sia l’attuale resistenza del tuo corpo e quali obiettivi desideri o dovresti raggiungere. Una volta chiarita la causa dei tuoi disturbi dal punto di vista medico e se non vi sono controindicazioni di natura medica, l’EMS può essere integrato in modo mirato nel trattamento e adattato passo dopo passo alle tue capacità individuali.
Nello specifico, le fasi sono le seguenti:
- Valutazione della situazione iniziale: si discutono disturbi, capacità di sopportazione e ampiezza di movimento.
- Regolazione dell’intensità: gli impulsi elettrici vengono adattati alla sensibilità individuale e al livello di allenamento.
- Esecuzione di movimenti semplici: all’inizio ci si concentra su esercizi controllati e facilmente eseguibili.
- Attivazione mirata della muscolatura: a seconda dell’obiettivo, è possibile lavorare, ad esempio, sul tronco, sulle gambe, sui glutei o sulla zona delle spalle.
- Aumento graduale del carico: l’entità e l’intensità vengono adattate alla reazione del corpo.
- Monitoraggio dei progressi: i dati di allenamento e i feedback personali aiutano a perfezionare il trattamento.
Se durante un esercizio compaiono nuovi disturbi o questi aumentano in modo significativo, l’applicazione viene interrotta e sottoposta a una valutazione specialistica. È importante anche sapere che con l’EMS non si tratta di allenarsi alla massima intensità possibile, ma alla giusta intensità, poiché altrimenti potrebbero verificarsi effetti collaterali. Il principio «più si fa, meglio è» non vale per l’EMS.
Quando è opportuno far valutare da un medico i dolori da movimento?
Non tutti i movimenti dolorosi sono motivo di preoccupazione. Tuttavia, se si tratta di disturbi ricorrenti, che si intensificano o che si protraggono nel tempo, è opportuno sottoporsi a una visita medica.
Ciò è particolarmente importante quando
- il dolore insorge in seguito a un incidente o a una caduta,
- si tratta di dolori che non hai mai provato prima,
- una parte del corpo improvvisamente non riesce quasi più a muoversi o a sostenere il peso,
- si aggiungono sensazioni di intorpidimento, formicolio o debolezza muscolare,
- si manifestano sintomi di paralisi,
- si manifestano febbre, brividi o una perdita di peso inspiegabile,
- i dolori sono molto intensi di notte o a riposo,
- si aggiungono problemi alla vescica o all’intestino.
Tali sintomi concomitanti possono indicare una causa che richiede un trattamento.
Conclusione: affrontare in modo mirato e attivo i dolori da movimento
I dolori da movimento possono essere molto gravosi e portare a evitare sempre più spesso sia i movimenti quotidiani che l’attività sportiva. A lungo termine, ciò comporta una diminuzione della forza, della stabilità e della fiducia nei propri movimenti. Poiché la mancanza di movimento e la perdita di massa muscolare svolgono a loro volta un ruolo importante (negativo) nel ciclo del dolore, può innescarsi un circolo vizioso.
Un trattamento efficace deve quindi agire sulla causa specifica o, a livello preventivo, impedire che la situazione giunga a quel punto. Misure preventive, visite mediche, fisioterapia, attività fisica adeguata, rafforzamento mirato e una gestione dello sforzo personalizzata possono integrarsi tra loro.
L’EMS può integrare queste misure, poiché stimola in modo mirato i muscoli durante movimenti controllati. Se accompagnato da un supporto specialistico, l’EMS può contribuire a coinvolgere consapevolmente la muscolatura e a ritrovare gradualmente maggiore stabilità e attività fisica.